Una tavola rotonda, un libro, una targa in memoria del suo primo presidente Enzo Furlanetto, un libro e una campagna pubblicitaria. Unicom ha celebrato così ieri, a Milano, a Palazzo Mezzanotte il suo trentesimo anno anniversario.
Costituita nel 1977 come Otep, divenuta poi Unicom nel 1998, l’associazione conta oggi oltre 250 imprese operanti nei diversi rami della comunicazione: advertising, promozioni, direct marketing, pubbliche relazioni, sponsorizzazioni, web, brand image, packaging, centri media ed è aperta a tutte le altre specializzazioni del comparto. “In generale il valore associativo, soprattutto se si parla di associazioni di impresa - ha esordito il suo presidente Lorenzo Strona (nella foto) - sta attraversando un momento di difficoltà. Si va dalla cronica debolezza del valore sindacale alla diminuzione del valore dei servizi offerti. Nel nostro caso, per esempio, i servizi di informazione e formazione, un tempo centrali, ora non lo sono più. La soluzione è quella di contrapporre, e noi già lo facciamo da otto anni con la Carta dei valori, una realtà associativa consapevole di dover lavorare per la crescita complessiva del comparto”. Fra i temi proposti da Strona alla tavola rotonda, che ha visto riuniti i rappresentati delle associazioni di categoria (da AssoComunicazione ad Assorel, da PP a TP ma anche Upa, Publitalia e Cairo Communication): l’ultimo posto dell’Italia (con Portogallo e Grecia) nella graduatoria degli investimenti in adv, i pericoli legati a nuove iniziative legislative e il calo della redditività delle imprese di comunicazione. Ieri è stata presentata la campagna Unicom indirizzata alle PMI , gratuitamente ideata e interpretata da Maurizio Costanzo (la MCC Maurizio Costanzo Comunicazione è associata Unicom) e girata al Teatro Parioli da Edoardo Lugari per la Giovanni Bedeschi, che invita le aziende a investire in comunicazione avvalendosi della collaborazione di professionisti e agenzie qualificate. Declinata in un 30” e stampa attende ora, e già ci sono degli accordi, di essere ospitata dai media. (N.P.)